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Frase scorrevole
Ogni volta che odiamo qualcosa dobbiamo ricercarla dentro di noi e rimuoverla da lì. Solo allora saremo capaci di non odiarla più
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giovedì, 09 luglio 2009
Brogliaccio d'un addio

2.

Sabato 10 aprile

Forse è per tutto questo che abbiamo deciso di separarci, perché le conseguenze della scelta potessero compiersi. Abbiamo pianto per il futuro che ci avrebbe visto soli dopo tutto quel passato trascorso insieme, disperso tra le cianfrusaglie della vita. Abbiamo discusso, litigato, capito ma mai compreso quel presente che vivevamo con la voglia che passasse in fretta.

Stavamo nel retro buio della sacrestia di quella chiesa che pochi anni prima ci vide sposi. Qualcuno leggeva le letture della veglia di Pasqua nell’attesa del mistero della resurrezione. L’altare era spoglio. I fedeli, avvolti nella penombra, attendevano il verificarsi di quell’evento necessario a dare senso al mistero cristiano. E noi due incarnavamo la parte di coloro che quel necessario lo stavano già vivendo. Anche noi avvolti nel buio, lasciavamo che fossero i nostri animi a ricercare parole di speranza. L’amore che ci univa era già morto ma la speranza, forse solo mia e per questo illusoria, era affidata alla certezza della “resurrectio”. Quando la veglia giunse al termine, il corpo e il sangue di Cristo tornarono vivi per dare senso nuovo alla vita dall’altare sacrificale e la chiesa fu inondata di luci e suoni di campane a festa, noi finivamo di recitare la promessa di aspettarci ancora per capire se la necessità di viverci fosse ancora amore o solo sua illusione.

Le dissi che il mio amore sincero mi avrebbe aiutato a comprendere la necessità di quella scelta. Ma nelle mie parole nascondevo il presentimento che l’allontanamento sarebbe stato per sempre.

L’amore è slancio, è coraggio, è incoscienza. E sono sicuro che questa decisione folle, lontana da ogni logica che pure conosco, mi porterà su una strada di sincerità.

 

Speranza

 

Nel teatro delle tenebre

le false verità dell'animo

danzano

nell'ossessiva nenia del silenzio

 

Voce del buio

l'urlo straziante d'una vita senza senso

s'innalza

come lama scintillante

a dilaniare il domani

 

Poi dalle ombre l'aurora

illumina il mio vuoto

colmo d'echi

solo echi di parole

solo parole

 

E mi ritrovo

assopito

che mi sveglio ora

alla luce

d'un sole che sorge nuovo

Scritto da: 400asa alle ore 07:59 | link | commenti | categoria: i racconti di grog
mercoledì, 08 luglio 2009
Brogliaccio d’un addio

Prologo.

In questi ultimi tempi, ho girato tanto tra i bit impolverati della memoria di questo universo. E dentro un ammasso di questi, forse più disordinato degli altri, ho trovato un mucchio di fogli elettronici abbandonati dove ho trovato scritta una storia. Una storia come tante, con delle domande e delle risposte, eppure così vera da desiderare di strapare i fogli per non soffrirne più, per non far soffrire ancora colui che per caso dovesse riscoprirla dopo tanti anni sepolta dalle verità accumulatesi nel tempo. Ma non ho strappato quei fogli, né sono riuscito a smettere di leggerla, quella storia.

Inizia con un titolo

 

Brogliaccio d’un addio

 

e continua con dei capitoli che raccontano di ciò che avvenne in quei giorni del 1993.

 

1.

Mercoledì 7 aprile

Quando si decide di vivere in coppia occorre lasciare il sentiero dell’individualità per seguire quello della libertà dove ogni esperienza personale deve essere vissuta col desiderio di condividere con l’altro ogni  sensazione, ogni sentimento. Ma questa decisione deve essere pienamente condivisa da entrambi, pena il fallimento del rapporto, o, peggio, la ricerca di equilibri diversi.

Se uno dei due cede alla tentazione di tornare per un attimo a vivere la propria vita con l’altra visione, più personale, dove l’autoaffermazione prende il posto della condivisione, allora gli equilibri vacillano, ogni situazione può essere risolta e vissuta in modi diversi, in altri contesti che non conoscono la vita di coppia in quanto creazione personalissima dei due individui e che per questo non possono dare che alternative alla vita di coppia stessa, non una soluzione. È per questo che i normali problemi di tutti i giorni lasciano il posto alla ricerca del colpevole, alla necessità di far valere le proprie ragioni.

Oppure ci si rifugia nella ingannevole nostalgia dei ricordi che si ritrovano stranamente vivi con le loro sensazioni così stimolanti, quei ricordi che da sempre aspettano di farci rivivere in modo illusorio quelle realtà così leggere, spensierate, di persone allegre, facendo risultare l’odierno oltremodo pesante e noioso.

Inesorabilmente il rapporto diventa un luogo scomodo dove vivere il meno possibile, col desiderio di fuggire per respirare l’aria pulita, diversa, stimolante di altri luoghi, di altre persone.

Il giurato eterno amore, vacilla, la fiducia che vive di gesti infinitesimali, svanisce. L’amore diventa sopportazione.

Forse è per tutto questo che abbiamo deciso di separarci.

 

Ciò che era uno

s'é scisso lentamente, senza lacrime

Mille i rimpianti

accumulati fra l'illusione

e i cuscini della notte

a soffocare i sospiri

E l'amore sfumava

fra le cianfrusaglie della vita

quando lo cercavamo

fra vette innevate e sconfinati abissi

Chissà se Iddio voleva l'uno di noi

o piuttosto ora, riparare

l'umano

accaduto errore

E senza sfiorarci

il tempo passa fra infiniti momenti

che altalenanti

ci uniscono ora al cielo, ora alla terra

sollevando noi

dall'essere semplice materia

E la risposta

ferma al centro del gioco

attende

ma leggerla ora

mi é impossibile

 mentre muoio al pensiero

Scritto da: 400asa alle ore 09:20 | link | commenti | categoria: i racconti di grog
sabato, 27 dicembre 2008
Il viaggio

Non si può scrivere quando si è in cammino, almeno quando il cammino è impervio. E qui sul virtuale, il cammino spesso è impervio, specialmente quando si incappa in letture che incidono dentro e lasciano un segno che va lasciato guarire senza troppa fretta. Queste letture, spesso ingarbugliate, salgono da dentro e portano con se massi pesanti lasciati sul fondo a … che fare non so dire; sicuramente a pesare sulla mia vita che mi pareva sufficientemente libera e che invece scopro essere ancora troppo ingarbugliata.

Così ho scoperto che il senso del viaggio non è la meta ma l’andare. Le sensazioni sono il condimento dell’andare, le compagne di viaggio, le spie del cruscotto che mi dicono la qualità e la quantità del mio andare. Le persone che incontro sono le opportunità; anzi, forse sono proprio loro IL VIAGGIO.

Ma è anche vero che un viaggio senza meta non ha molto senso. Girare senza scopo lo fanno i folli e per noi questo non ha molto senso. Ma sono sicuro che per loro ha senso. Anzi credo che dovremmo cercare di comprendere il senso che loro danno al viaggio senza meta perché è molto più alto, perché svincolato dalle cose terrene.

Ora che sono incorporeo, viaggio velocissimo. Eppure, qualche volta mi immagino averlo ancora, il corpo. Così, ho scoperto che il corpo è un veicolo che permette all’anima di mostrare ciò che è.

È un dono che può essere condiviso con una stretta di mano o un abbraccio, con un bacio o con uno sguardo.

L’occhio è una parte del corpo, ma l’occhio capace di vedere attraverso il corpo può appartenere solo ad un poeta. Ma è anche vero che il vero scambio d’anima avviene attraverso un abbraccio, un bacio, una stretta di mano … un contatto: infatti, tutte le volte che ci salutiamo per e_mail raramente ci lasciamo con dei semplici saluti ma quasi sempre con un abbraccio o un bacio.

Ma ho anche visto delle persone con braccia incrociate che forse non sapevano dove mettere le mani; ma forse attraverso quel gesto sono state costrette ad innalzare delle barriere davanti all’invadenza di qualcuno. No c’è niente da fare: ci sono delle persone che sono invadenti. Oppure che non sopportiamo, che non ci incuriosiscono, che non stimolano il nostro senso della condivisione. Allora incrociamo le braccia.

Ma quando ci riesce di vedere l’animo, allora il corpo diviene splendente di una luce che è diversa da corpo a corpo. Allora si riesce a capire il dono importante che il corpo rappresenta.

Viaggiando, ho scoperto che anima e corpo non sono due entità distinte, ma una sola con densità diverse e che solo in un attimo le due diverse densità sono in grado di manifestarsi una: quando uomo e donna si uniscono nell’acme del rapporto, nell’amore totale. Abbiamo bisogno di essere due per capire. Per questo rimpiango di non avere più il corpo.

Ma ora sono in grado di viaggiare velocissimo e allora attraverso l’ascesi, conosco Dio. E rimanendo me stesso, mi ritrovo negli altri.
Scritto da: 400asa alle ore 20:43 | link | commenti (1) | categoria: i racconti di grog
martedì, 23 dicembre 2008
Ungaretti

Il porto sepolto

 

Vi arriva il poeta

e poi torna alla luce con i suoi canti

e li disperde

 

Di questa poesia

mi resta

quel nulla

di inesauribile segreto

                                             di Giuseppe Ungaretti

Scritto da: 400asa alle ore 16:39 | link | commenti | categoria: altrove
mercoledì, 17 dicembre 2008
Stralci di vita
Crisi libere
 
 
Nella devianza
la soluzione-assoluzione al peccato
trasfonde il sapere
in tradizioni
paurosamente enormi
            Non entrano!
            Lasciale andare, non sono tue
Dai tuoi occhi
che sporcano ogni cosa guardata
solo allora fuggii
Solo e libero
Ma libero
annegai
nel pianto d'un sublime dolore
 
e ritrovai la vita
Scritto da: 400asa alle ore 08:51 | link | commenti | categoria: immagini
giovedì, 04 dicembre 2008
Stralci di vita
Voli
 
 
            Giaccio inerme
            sull'inesorabile linea di confine
Statica visione d'un baratro
mentre cado
inesorabilmente
a balzi profondi
fra fogliame d’eterna confusione
 
E nella fissità del volo
osservo
l’immenso vuoto
di certezze
Scritto da: 400asa alle ore 13:11 | link | commenti | categoria: deperimenti psichici
lunedì, 17 novembre 2008
L'asintoto

DECANTAZIONE

 

Mi soffermo

 

Immagino oltre il vento

d’odori e suoni

l’amore

in un soffio di vita
Scritto da: 400asa alle ore 16:49 | link | commenti (3) | categoria: immagini
lunedì, 27 ottobre 2008
Stralci di vita

Auditorium

 

 

Lieve scorre la voce della vita

 

e solo nel silenzio

mi è possibile

a volte

ascoltarla

Scritto da: 400asa alle ore 11:15 | link | commenti | categoria: ricordi
domenica, 19 ottobre 2008
Stralci di vita

Top nice

 

 

Dalla fissità del tempo

scesi noi

uniche perle

vere

nel falso trascorrere

vivremo

come ritornelli colorati di fresca gioia

con i nostri baci

a scardinare vite

di fermi giorni grigi
Scritto da: 400asa alle ore 15:36 | link | commenti | categoria: poesie damore
martedì, 14 ottobre 2008
Stralci di vita

La doccia

 

 

E invidierò l'acqua

che scorre sulle tue brune spalle

sui bianchi seni

nel tuo morbido abbraccio

d'inesauribile amante

 

E invidierò l'acqua

che scende fresca sul tuo ventre di vita nuova

e gaudente disseta

le tue pieghe nascoste

mentre indugia sulle tue cosce color di rugiada

 

E' invidierò l'acqua

nell'ascolto della sua melodia

tintinnante gioiosa schiuma

morbido velo bianco sui tuoi piedi dispettosi

 

Invidierò l'acqua

il suo ultimo velo trasparente

le mille movenze sensuali

e poi l'attimo che lasci andare

 

Invidierò l'acqua

nell'attesa
Scritto da: 400asa alle ore 23:36 | link | commenti | categoria: poesie damore