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Frase scorrevole
Ogni volta che odiamo qualcosa dobbiamo ricercarla dentro di noi e rimuoverla da lì. Solo allora saremo capaci di non odiarla più
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venerdì, 29 dicembre 2006
Componimenti d'anima
Eterno dolore
 
L'ultima goccia
lenta
cade
 
La seguono i miei occhi increduli
nel suo volo silenzioso
ovvio
drammatico
Poi l'impatto
 
E un frastuono d'infinito
fra i mille cunicoli dell'anima
riecheggia al cuore
in una valanga immensa di parole
non più d'amore
 
Eterni equilibri vacillano
 
Vita malata di nuvole e freddo
dona beffarda
al cuore
voglia di sapere
E tremende sensazioni
paralizzano l'essere mio
 
Poi lentamente tutto cessa
 
E nella calma odo
piccoli rumori
unici richiami di riconciliazione
Ma le mia membra immobili
attendono
che il cuore impazzito
le riconosca ancora
 
mentre muoio al pensiero
Scritto da: 400asa alle ore 07:50 | link | commenti (2) | categoria: poesie damore
venerdì, 22 dicembre 2006
I racconti di Grog

"Una vita passata a stupirci". Così potrebbe titolarsi il gioco della mia vita passata al bar con dei cari amici, gli stessi con i quali ora vivo nei ricordi. È nato per gioco una domenica come le altre, passata al solito bar di via Ferrari quando ci accorgemmo, vi ricordate care memorie che affollate la mia mente?, di come da quel giorno, i giorni uguali presero a scorrere improvvisamente sopra le righe di un testo scritto per tutti uguale? Che bello fu accorgersi di tutte le cose che accadono in una giornata uguale e che per quell’accorgersi diventa artisticamente colorata.

Scritto da: 400asa alle ore 12:01 | link | commenti | categoria: i racconti di grog
giovedì, 21 dicembre 2006
L'asintoto
LA CARITA'
 
Grida mute d'un gesto
si spengono nello sguardo distratto
d'una incosciente freschezza
che cammina nella dissolvenza
di immagini future
 
E su quella mano
il bisogno d’amore
sfuma disperato
 
Scritto da: 400asa alle ore 16:58 | link | commenti (2) | categoria: immagini
mercoledì, 20 dicembre 2006
L'addio di Grog

Dopo anni lo fece. Si alzò da quella sedia che lo accoglieva da anni, lì seduto a quel tavolino di marmo, usurato da gomiti di giacche frementi per scrivere e per gesticolare i suoi pensieri. Guardò tutti coloro che da sempre lo ascoltavano raccontare storie con quel suo modo folle e lo osservavano, soprattutto, gesticolare quelle follie; uno per uno li guardò con quegli occhi in fondo ai quali brillavano due lanterne che avevano illuminato il mondo nascosto che lui conosceva e che raccontava, vero più della realtà in cui vedeva perdesi migliaia di persone che passavano da quel sudicio bar del porto. Si faceva chiamare Grog perché il suo vero nome non gli piaceva. Suonava come un soffio incomprensibile, sibilante fra lo sguardo interdetto dell'interlocutore di turno. Quando si alzò in piedi, sporco e peloso, capelli lunghi, mani ossute e vissute, guardò tutti, uno per uno, ed emise un enorme rutto, il punto a tutto quello che aveva detto senza essere mai stato compreso completamente.

Scritto da: 400asa alle ore 13:37 | link | commenti | categoria: i racconti di grog
lunedì, 18 dicembre 2006
Le dimensioni della vita

... quindi, è tutto perfettamente inutile se non si fa con allegria!

E se non hai capito, vai a scuola di strada, e studia la vita.

Fu così che cominciò: la osservai attentamente e la conobbi vivendola. E mi accorsi che nella vita tutto é bello. Enucleare, analizzare a fondo, parlare, uscire,  organizzare, ridere e piangere. Anche partecipare é bello! Ma fuori dagli schemi, senza obblighi d'immagine da rispettare.

Lasciali al guardaroba, quelli, perché qui dentro, sui marciapiedi della vita, non possono mica entrare! Qui si morde la bistecca con forchetta e coltello e non si scherza quando si parla di vini D.O.C. Perché la vita non é mica uno scherzo. Essa uccide chi non ci scherza su! Ed io non credo che valga la pena morire per un brivido di vita. Quelli che muoiono per quel brivido sono i bocciati, sono quelli che non hanno capito che non serve fare sul serio per essere dentro! Quelli sono i coatti dell'essere ripetente e la loro morte é la loro stessa bocciatura deliberata della vita.

Ma la vita non boccia mai chi partecipa, chi rischia ciò che è per essere libero.

A volte mi sembra di passeggiare tra persone morte. Lo sento, dall'odore delle loro parole. Lo vedo dal buio dei loro occhi. E mi appaiono come cumuli di terra in un camposanto, con sopra conficcate croci basse. Ed in quei corpi, a volte, vedo il ricordo della bella gente che conoscevo, del profumo dei loro pensieri, spesso inebrianti come le fragranze d'oriente. Persone ormai scomparse! E il loro ricordo mi morde dentro come un cane rabbioso le viscere fino all'assurda sofferenza, a quel lacrimare lento che tracima tra le pieghe del volto, sulla mia vita. A volte mi sembra di poterle svegliare, quelle persone, ferme in piedi. Ma poi m’accorgo che la loro anima è volata in cielo, avendo essa trovato la via d'uscita prima della morte.

Urlo: “Chi è stato ad aprire la loro porta dell'eterno?”

Ma non riesco a svegliarli, quei corpi, e nel tentativo perdo il respiro. È allora che vedo qualcuno che lentamente s'incammina da quella parte.

Cosa c'é da quella parte … Perché tutti andate da quella parte?

C’è chi ringrazia con garbo prima di andare da quella parte.

A volte mi sembra che questi miei pensieri siano la mia anima che ha abbandonato il corpo chissà dove. E se questo è vero voglio sapere. profondamente lo voglio:

chi é stato ad aprire la porta della mia eternità!

E’ sicuramente da lì che mi sono perso. Perché allora nessuno riesce a sentire le mie urla? Si, deve essere proprio da lì che sono uscito. Ed ora vorrei ritrovarmi! Chi sa dove mi trovo ora? È possibile che questa energia che ora sono non può essere vista né udita?

Nessuno può vederla se non si ritrova il corpo.

Forse é per questo che lentamente mi sto perdendo negli altri corpi, che all'improvviso vanno da quella parte.

A volte penso che da quella parte ci sia Dio. A volte penso di essere Dio. Ma perché tutto questo?

Perché hanno liberato la mia anima in questo camposanto della realtà, in questa trama della tristezza, in questo ossario senza ossa, in questo vento senza alberi? Per essere un monumento all'assurdo in questa strana dimensione?

Ridatemi il mio corpo, per carità! Voglio tornare ad essere morto, morto come tutti gli altri!

Scritto da: 400asa alle ore 12:58 | link | commenti | categoria: pensieri
venerdì, 15 dicembre 2006
Componimenti d'anima
Soffi d'inverno
 
Irraggiungibili grida gioiose
cuore d'un tempo
d'indefinite verità sepolte
si disperdono
come alito caldo
Scritto da: 400asa alle ore 11:21 | link | commenti | categoria: immagini
giovedì, 14 dicembre 2006
Componimenti d'anima
Vita di Vita
 
La immaginavo calda
serena
solida capanna
tenero rifugio nelle notti di lupi
cacciatori crudeli
caldo cammino di legna che arde
scoppiettante crepitio
di racconti di vita passata
lenta
ma piena
senza affanni
eppure vibrante
carica di profumi
e rumori
povera e sapiente
 
E nella mattina
fresca
chiara
aperta all'apice d'una vallata
verde e cinguettante
e fumi
di rugiada
a ricoprire passi già tracciati
eppure nuovi per ogni anima
 
                               L'ho conosciuta in fredde notti
                               senza luna
                               che potesse vegliare sonni semplici
                               E fra gelidi ghiacci e rocce aguzze
                               nasceva una luce
                               senza ombre ad esaltarla
                               pulita
                               asettica
                               Ed io in quest'insidia mi calo
                               totalmente immerso
                               fino ad essere terra
                               fino ad essere acqua
                               fino ad essere aria
 
Quando aprirò gli occhi
non so se riuscirò a parlare
ma ora che sto per addormentarmi
so che dovrò farlo
 
ed io ne morirò
Scritto da: 400asa alle ore 15:50 | link | commenti | categoria: immagini,
mercoledì, 13 dicembre 2006
Clochard
dalla lettura di un blog, ho risentito la voce dei clochard
 Così mi sono ricordato di quelle volte in cui mi hanno allontanato a parolacce, o che, invece, mi hanno ringraziato a modo loro e non per la moneta lasciata nella ciotola ma per quelle parole scambiate.
Quello che mi ha sempre colpito è la loro silenziosa presenza d'inciampo nel mio correre la vita. E' ciò che rappresentano che mi fa riflettere: il risveglio della coscienza dell'essere in alternativa al piattume del dimostrare.
E come fa Blue, anch'io vi invito a visitare il sito
Scritto da: 400asa alle ore 12:00 | link | commenti (1) | categoria: pensieri
martedì, 12 dicembre 2006
Conclusione

Conclusione

 

E nei momenti della lotta in cui la tensione scemava, salivo in un punto in alto per vedere meglio contro chi stavo combattendo, poiché non sempre riuscivo a distinguerne le forme.

Ma da un po’ di tempo qualcosa è cambiato.

Ogni volta che salgo in quel punto in alto, in soffitta per esempio, per cercare qualche oggetto dimenticato, o per dimenticarne altri, non posso fare a meno di osservarlo. Man mano che salgo gli ultimi gradini, lui è lì che mi aspetta. Punta lentamente da una parte. A volte sembra invitarmi per dirmi qualcosa di importante. Forse è stato messo lì per indicarmi il cielo. Guardare il cielo mi dà un senso di libertà infinita; e lui lo sa. Così me lo indica. E indica sempre il punto che voglio guardare. Non è un semplice angolo di cornicione, no, ha qualcosa di più, qualcosa di speciale.

Scritto da: 400asa alle ore 14:05 | link | commenti | categoria: la valle dei sette fontanili
lunedì, 11 dicembre 2006
Pensieri
Vengo da Londra che mi ha permesso di fotografare qualche monumento con quell’ottica magica che solo la pioggia sa dare. E Londra è una città che sa portare un vestito così impegnativo.
E mi sembra di aver visto l’ombra di Peter giocare con le lancette del Big Ben
È un diversivo magico che solo la pioggia sa rendere ad una foto
Scritto da: 400asa alle ore 13:04 | link | commenti | categoria: pensieri