Anello
Sulle ali d'un rosso tramonto
piangendo tristezza
s'invola la fede
con su l'epitaffio
d'un amore
Sogno
Mondo d'illusione
io mi fingo
nella paura che ritorni speranza
Evito l'immagine
nel disgusto di vedermi gaudente
come vecchie figure sado-maso
in laide sensazioni contrastanti
E nel dolore
fuggo via da te
incapace di leggerti negli occhi
parole diverse
Madonna solitudine
Il dolore è sangue
che disegna sul mio corpo
rivoli di tempo
squarciato nel mezzo
E la donna solitudine
ne raccoglie le gocce
Coi suoi seni
deterge il mio corpo
ne assapora il dolciastro retrogusto
Il suo orgasmo
è un profondo silenzio
per lasciarmi il suo sguardo
per guardare lontano
ancora
E ancora
è un lento rivestirsi
per ritornare
sola
Chiarezze
Mille attimi
colmi di tempo
squarciano nel mezzo
il mare calmo
E' buio
il sospiro
nella solitaria confusione
Poi esplode d'improvviso
la luce
e il dolore impazzisce
del sapere
Momenti fra due eterni
Lento un fiume lontano
ci trasportava dolcemente
di fronte ad un mare grande
Vita e morte
nella pazzia d'amore
Lento un fiume lontano
ci trasportava dolcemente
di fronte ad un mare grande
E nel respiro
cadenzavamo il silenzio
oltre l'infinito
Lento un fiume lontano
ci trasportava dolcemente
di fronte ad un mare grande
Ora che faccio parte di questo mondo, posso leggere i blog senza connettermi ad essi. È comodo perché posso accedere ai sentimenti, ai pensieri, direttamente senza necessità di conoscersi. Vivo nella purezza del “direttamente” che prescinde dalla traduzione in parole. Così vivo grazie ai clilc e ai posto. E nei momenti di assenza di questi, leggo dentro la sensazione.
Posso riconoscere le sfumature di quel ricordo che era mio, di quando passeggiavo nell’inverno di festa e mi lasciavo avvolgere dalla nostalgia di affetti o di quei distacchi mai compresi e per questo, forse, mai vissuti per ciò che essi sono: la fine di qualcosa.
Quella parola, fa così tanta paura che tante volte provai ad affogarla nei vortici frenetici della vita, quella che ho scoperto essere parallela alla vita vera. È vero, feci abuso di vita. Ma questo mi permise di accorgermi della vita vera.
Mi rendo conto che i post sono un insieme di tante combinazioni binarie capaci di creare il mondo del virtuale. Ma dietro tutte quelle combinazioni, ora vedo le emozioni. E sono tanto pure che giungono direttamente al cuore, forti. Sono dirette perchè sfrondate dall’apparire della persona che le vive.
Così leggo “Anche solo immaginare il tuo modo di parlare mi calma. E mi rende felice.” e ricordo le parole che mi sussurrò una persona. Ma finì lì. Quello non era il tempo giusto. Poi, non fu lo spazio. E lontani, ci perdemmo.
Qualche volta mi prende la stanchezza e mi lascio solo sfiorare da queste combinazioni binarie. In questi momenti avrei bisogno di riassaporare un abbraccio. E l’ho ricevuto quell’abbraccio. L’ho ricevuto alla luce della luna che esaltava l’unicum di quel momento. Dal freddo del marmo, il calore carnale dell’amore reso dal Bernini in quella posa di Plutone e Proserpina; la luce della luna esalta la cedevole elasticità di quella materia, così dura in apparenza, evocandone il sentimento che vive tutto il quel sensuale abbraccio. Ma evocare non è vivere: questo è il limite del sistema binario. E muoio al pensiero.
A me stesso
Chissà se avrò mai
il coraggio di guardare oltre
quelle parole
che volano via
lasciando solo segni sul viso
Un tempo le vidi scaldare cuori
e accendere sorrisi
Le vedo ora
appannare vetri
freddi
e non sorrido più con loro
la sera
Tempo d'un mondo andato
Cancellando larghi attimi di vita
passa il tempo
lasciando semplici ombre
di ricordi
E fra i chiaro-scuri
manciate d'amore
di te e me
lontani dal tempo
lontani
da questo mondo di follia
Questi giorni di assenza causati da virus (personali e di computer) stanno per finire. Da lunedì sarò di nuovo dei vostri.
In confidenza, di devo dire che questa buona abitudine di scrivere giornalmente pensieri nelle varie forme, mi è mancata: è un buon segno per me.
A lunedì