Fortezze
Lentamente muoio
nello sgretolio lento
della mia più profonda terra
fra il trasudo del pianto
delle più alte cime
nella mia friabilità d'uomo
Lentamente muoio
tra occhi incapaci
di sopportare sguardi d'altre epoche
Lentamente muoio
in questo presente
così lontano dal mio passato
così senza futuro
Giardini alti di Roma
Rumori lontani
allargano il silenzio del pallido sole
Momento strappato al freddo inverno
fra tiepidi pensieri
che inseguono speranze fra comignoli
e tegole bruciate
Il profumo di terra bagnata
e d'erbe rende al tempo
rintocchi silenziosi
e il fiato si fa fumo nell'oscurità incipiente
E' già ora di tornare
Tu
Nel profumo del tuo corpo
camminai per giorni
senza più rumori
I tramonti fermi
di solitarie ore
s'addormentarono
su di un letto di porpora fine
E sui tuoi seni
posai infine
lo sguardo