SOLITARI INCONTRI
Ricordi evaporati in lacrime
s’insinuano fra solitudini assolate
di terre brulle
C’erano dei gradini nel nulla
e in cima posto
un volto piagato
Giunsi stremato
e mi fermai
Un vento forte e caldo
spazzava melodie disperse nel vuoto
Mi sporsi prima di donarmi alla morte
e t’ho incontrato
Domande
Nella bruna lontananza
d'una luce
assente al mattino
osservo
chiari ruscelli scherzosi
perdersi nel fango
d'un greto arido
fra sassi e rovi
Perché nessuno più
respira forte il vento puro
delle vette libere ...
Perché l'anima mia
non assapora più
neanche le dolci lacrime di Dio ...
Lieve il sonno cala sulle palpebre chiare
rincalza coperte leggere
calma i respiro
Facili partenze
Stupito osservavo
nere rotaie infrangere muri bui
e facilmente passarci attraverso
Ma non avevo paura
non dovevo mica percorrerle
ci pensano i treni
a portare valigie e viaggiatori
(portatori anch'essi
ma di ricordi
E neanche i ricordi s'attraversano)
Poi fu fragore di schegge di silenzio
E nella postuma quiete erbosa
vidi la mia anima camminare
con quella scheggia di dolore
nell'impossibilità di morire
Incubi
Mi sono nutrito di sensazioni
trasudate da parole estranee
ai pensieri
e ho bevuto i distillati di silenzio
che aspergono la volta del mondo
Ho solfeggiato libri di suoni striduli
frugando attraverso il passato
vestito di paradosso dal fine tessuto
E luminescente nell'intorno
ora m'aggredisce
il buio denso
incubi di lotte impari
impotenti fughe tra mobili deformi
dentro realtà lontane
Il frutto del setaccio del male
Solitudini
Ora che sta per arrivare la notte
che la speranza sfuma
e le false ossessive vite
si smorzeranno nella realtà
anche la mia anima
si piegherà al volere della legge
e rimarrà rinchiusa
come perla viva
nel sarcofago che nella vita
invecchia
che nella realtà imputridisce
Ma germoglierà da seme poeta
pazzia
per volare alto
da solo
nell'infinito
A volte si calma
Per tornare, poi, devastante.
È l’urlo di un dolore di cui non trovo ragione
Quando si calma tutto si rasserena
Anche volare diventa facile
e divertente giocare coi colori coi quali dipingo ogni ora del giorno allegro che dopo due giorni, quel dolore sembra non esserci mai stato
Ma quando torna cancella tutto
Prima scarabocchia quel che ho disegnato come a dire
Non vale niente!
E poi lo cancella malamente
per lasciare solo la fatica di aver vissuto
Spesso quell’urlo è tanto forte che devo mettermi a letto
Ma poi passa
Per qualche giorno barcollo
poi mi ripiglio
Riapro il cassetto e ricomincio
e riscopro l’ccordo armonico celeste
con le sue fughe dalla tonica che mi portano a scoprire nuove armonie
Ma anche false soluzioni
Forse quell’urlo mi permette di ritrovare l’accordo primigenio
Ma se fosse quell’accordo il dolore dal quale tento di liberarmi?
e .....
“il tempo passa tra infniti momenti
che altalenanti
ci uniscono ora al cielo, ora alla terra
sollevandomi
dall'essere semplice materia
E la risposta
ferma al centro del gioco
attende
ma leggerla ora
mi è impossibile”
Teorema
Nei sensi esplosi in bianche carnalità
ho trovato l'insoddisfatta voglia di vivere
E nelle parole
orribili alternative
all'ideologia del totale donarsi
Così l'esiguo sforzo d'approccio
ha reso impossibile
trattenere idee
dentro corpi
in profumata decomposizione psichica
Il segreto del Tempo
Liberati anima
dalla fatica
e diverrai Dio
Folle speranza
divenire Dio
Folle attesa vivere
nel nulla dell'indefinito retroguardare
E nel segreto del tempo
una risata
(ah ah ah
una risata)
una risata
tra fogli che volano via