Il re del vento
Basta essere re del vento
e riscoprirsi Uomo
per portare il giorno in dono
e amare la notte
Basta essere re del vento
per cogliere petali rossi
e farli volare lontano
Basta essere re del vento
per spalancare la porta
asciugare lacrime
e portare parole fresche
parole d'amore
Ciao Jack
Ciao Grog. Dopo tanto tempo ci rivediamo.
Già.
Come si sta qui
Meglio di giù, per alcuni versi. Puoi girare tutto il mondo e puoi vedere tutto e il suo contrario. Ma mi mancano quei bei boccali freschi di birra e il senso di libertà che si crea intorno a quei tavoli fumosi e appena illuminati.
Ti capisco. E per il resto
Per il resto, si conosce gente anche qui. Ma è diverso: non li vedi ma immagini con tanta forza quei volti, dietro lo scritto, che alla fine li conosci da dentro. Quei volti li vedi da dentro. Vedi i loro pensieri ricreare l’immagine di ciò che sono nella loro veste più pura.
Bella, questa cosa.
Già. Ma rimane filosofia. Solo qualche volta avviene il vero contatto. È allora che vieni ripagato. Ma non nel senso di accrescere il proprio ego. Vieni ripagato perché si accresce il senso dell’unione intima tra anime.
Lo sai, Grog, che nell’ultimo periodo, su quel letto di sofferenza, ti ho sentito molto vicino?
Ti ho pensato molto. Evidentemente, qualche bit del mio pensiero è partito e ti ha raggiunto.
E mi ha fatto molto piacere. Sono stato un uomo molto attaccato alla terra.
Beh, con la tua vocazione, mi sembra strano sentirti dire queste cose.
Invece è così. È vero: lo sguardo del cuore era sempre rivolto verso l’infinito di Dio ma quello del corpo doveva essere necessariamente rivolto verso il mondo, altrimenti tutto è vanità. Ho cercato di alleviare le difficoltà della vita che per alcuni diventano drammi che fanno rasentare la caduta verso l’oblio. Ho cercato di darmi da fare. Ma quanto è difficile sostenere un’idea.
Però da qui mi sono reso conto che le catene che ti hanno ancorato alla terra e aiutato a realizzare quell’idea, durante l’ultimo periodo hanno allentato la morsa.
È vero. Mi hanno permesso di sganciarmi, finalmente, dalle necessità di fare. E il pensiero ha cominciato ad assaporare l’idea di tornare alla casa d’origine. Che periodo di sofferenza nel corpo! Ma che serenità nel lasciarmi andare ad ascoltare le voci lontane di chi mi ha voluto bene.
Infatti mi ha colpito la tua serenità, il tuo essere in grado di dare concretezza alla sofferenza estrema tanto da non avere la necessità di condolermi con te quanto, invece, la voglia di ringraziarti per aver ricordato anche in quell’ultimo momento, che c’è vita oltre la morte, c’è rinascita, e soprattutto, che la morte è la fine di una sofferenza e non il sofferente distacco dal mondo.
Non abbiamo passato molto tempo insieme ma vedo che mi conosci bene.
Quando chiudevi il foglio con gli appunti scritti rubando Tempo al tempo e ti lasciavi andare, mi ricordo gli sguardi incantati e i cuori che lentamente si scioglievano dentro il senso delle parole che non erano più tue. Era lì che la confusione di Babele sembrava placarsi per lasciare spazio al sacrosanto modo di parlare.
Hai mai risposto alla domanda: chi volete che vi liberi, Gesù o Barabba
Non posso più rispondere, ormai. Ma a proposito di questo, devo dirti che ho a lungo meditato sul significato, anche fonico, delle parole. Noi sappiamo cosa fu risposto ma lo capimmo? La folla urlò Barabba o Bar Abbà, il figlio del Padre? Cosa ascoltiamo noi delle grida d'aiuto?
Hai capito, allora. Spesso ho faticato a sostenere la mia idea perché chi ascoltava aveva dei filtri che non riusciva a togliere per poter realizzare l’incontro: è importante capire per poter migliorare. E per capire ci vuole il silenzio dentro. Ma ora devo andare.
Grazie Jack.
Grazie a te, amico. Mi hai permesso di vedere come nascono i pensieri.
I focolai di verità
Focolai di verità
ultimi dispersi
vi osservo nella buia pianura
spegnervi
al vento di parole velocissime
Non ho più tempo per riscaldarmi
solo per vedere cenere volare via
e la vita che indicavate
sparire
Ricordi
Definitivamente pazzo
osservo senza comprendere
l’indifferenza
che trascina la morale
in un’etica difforme
Poi m’accorgo che osservare
é già tradire sentimenti d’altri
in un epitaffio alla norma
legata a Dio
Leggeri effluvi
E l'afflato divino
torna
libera origine
perdonando
l'ultima effimera tentazione
trattenere la vita
Il ricercatore della Verità
Eccomi
sperso tra rivoli d’infiniti pensieri
a volte sguardo
aperto su spazi senza più confini
dove sciolgo il presente
nella solitudine contemplativa
Eccomi
nell'immobilità notturna
Eccomi
nella sfinitezza
Eccomi
tuo inarreso ricercatore