Non so più pensare, né scrivere né parlare. Quindi, ora non sto bene. Però questo pensiero per te voglio provare a scriverlo.
Mi trovo a piazza Campo dè Fiori. Fa caldo. Sto seduto per terra accanto ad un barbone. Un ragazzo, invece, ha un trovato posto migliore per scrivere, all'ombra della statua di Giordano Bruno. Gli ultimi bancarellari stanno andando via e i netturbini già puliscono la piazza al caldo asfissiante che odora di marcio. Stanotte mi sono svegliato di colpo e non ho più ripreso sonno ed è dalle 4.30 che sono sveglio.
Cambiare insieme è vero cambiamento? Cambio quando le cose cambiano o quando sono in grado di cambiare le cose?
Non lo so!
Sento odore di marcio. Forse sto seduto sul cesso di qualcuno. Cambio posto.
Ora sto seduto al sole sotto la statua di Giordano Bruno. Sto più comodo ma la mia scrittura è sempre pessima, come i miei pensieri.
Non cedere! Non posso dirti: io ti salverò, perché non ne sono capace. Ma tu non cedere. Lo devi a me e alle piccole. Io non cedo. Discuto male, forse, ma non cedo: lo devo a te e alle piccole. Passano due col gelato ma a me non viene neanche l'acquolina in bocca.
Non cedere, anche se è difficile, perché la vita è meno dura di noi che la viviamo. Noi siamo la penna che scrive su un foglio bianco. E questa penna a volte scrive cose belle, a volte cose brutte; altre volte le cose che scrive sono sacrosante altre volte ancora traccia solo un esile rigo. Ma il nostro segno c'è sempre. Da quando nasciamo non possiamo più nasconderci al mondo. Non è previsto diversamente: anche quell'esile segno è messaggio. Non posso salvarti ma posso insegnarti a scrivere qualcosa. Però ti scrivo perché leggere è meglio. Trovare il tempo per farlo è bello. Non troppo, però neanche poco. Giusto il tempo di leggere una lettera.
Ho detto leggere, non scrivere. Quello lo fanno i pazzi. E quelli è meglio non frequentarli. Ma leggere quello che scrivono, quello magari, si; perché i pazzi hanno sempre qualcosa di geniale da raccontare. Verrò qui a vendermi come scrittore. È pieno di gente curiosa, c’è vita diversa che vuole conoscere vite diverse.
Non ti posso salvare. Però ti chiedo di non cedere perché tu sei amore. Io non cedo perché sono amore. Mi stanno tutti vicino, a pochi centimetri, oltre il confine della comune convivenza. C’è odore di umanità. Ogni tanto è bello sentire l’umanità così presente, così vicina. Fossero stati piccioni sarei fuggito. Ma non è così, quindi rimango.
E rimango dell’idea che forse una cosa fissa e sicura in mezzo a tutta questa confusione c’è! Io ti sarò sempre vicino.
Perché è bello baciarti quando non ne hai voglia, strillare quando vuoi le coccole, prendere uno schiaffo quando voglio una carezza, parlarti quando non ascolti, ascoltarti quando parli, amarti quando mi ami. Soprattutto, perché questa è la nostra stupenda vita.
È stupenda perché è nostra.