Rappresentazione teatrale della vita; la vita come rappresentazione. Dov’è la verità, nel comportamento? Nella memoria?
Imparavo lentamente a memoria le parti dei personaggi che dovevo interpretare, perché non potevo semplicemente impararle a memoria, no, a me occorreva diventare la memoria del personaggio per vivere in quel momento scenico la sua vita. Altrimenti la rappresentazione sarebbe un controsenso, un falso nel falso, un semplice contrasto luce –ombra.
Non si può vivere senza spessore; non si può recitare senza spessore.
Non si può non peccare per paura del confessionale.
Amarsi é il piccolo segreto. Amarsi, che non é amare: amarsi presuppone il conoscersi, il rispettarsi e il considerarsi. E soprattutto viene prima dell’amare!
Il canto dell'Uomo terra
Nell'infinito
l'Uomo terra
vive e sogna
salvifiche realtà
sogna e vive
folli realtà
Nebulosità assorte d'altri pensieri
si sciolgono come veleni
nella terra
La dovrò sposare ancora
e baciarla
fino a dissetare il cuore ...
In vite dissociate
in ventri colmi di cielo
in gesti lontani dalla memoria
nel sangue infetto
in discorsi putridi
vivo e fuggo
risorgo
e cado
ti guardo
e muoio
È tardi. Ma qui dove ora vivo, questa espressione non ha senso. Qui uno è vivo quando il computer è acceso e allora si può sbirciare oltre le porte. Ma non per dare una semplice occhiata , no! Sarebbe troppo facile. Quando sono vivo, io voglio sperimentare com'é vivere nel luogo senza tempo né spazio. Non si può oltrepassare quella porta con la semplice dose di ansia che é la sana spinta al fare. Né con la voglia di strafare. No. In quel luogo senza tempo entro con la curiosità trascendente del pioniere dell'infinito. Forse tutto questo mio credere di vivere sull’orlo del possibile in realtà é solo fallimento. Dubbio atroce! Eppure, guardare e vivere oltre quella porta per conoscere tutto e il contrario di tutto, non ha fatto male allo sprovveduto che ero. Ho fatto la mia parte con errori e correzioni. Eppure ho visto contrabbandieri di speranze vendere drammi, e suicidi di gente disperata, ho visto cosa genera l'illusione negli occhi della gente. Ed io, il povero sprovveduto, procedevo invincibile tra le due trincee del male e del bene.
Ma entrando, oltre la soglia, ho vissuto storie che dovevano abbattere nel più profondo le fondamenta della mia vita.
A cosa è servito avere imparato dalle marce forzate quanto fosse dura la strada; e dal freddo della notte, quanto fosse dolce il calore tra le morbide coperte.
E la punizione, e l'ingiustizia, e la libertà ...