Ho la testa vuota, mentre torno. Né pensieri, né preoccupazioni, né gioie. Nulla. Il che è pericoloso perché il traffico nulla perdona allo scooterista, neanche la disattenzione di un attimo.
E galleggiando in questo spazio dove ieri e domani non esistono, tratti di strada scompaiono alla percorrenza: mi salva qualcosa ho dentro, che tutti abbiamo: la capacità di percorrere autonomamente le strade che conosciamo. Così arrivo quasi puntuale senza sapere come. Riacquisto i miei punti di riferimento: il clochard con cui condivido l’impegno mattutino di esserci, lo sguardo disattento dei turisti, il rumore dimenticato dei motori delle auto. Il portone d’ingresso con l’anziana marchesa che con fare antico si ferma e mi saluta. Il saluto dei colleghi. Il computer e i blog.
Lentamente, ritorno ad avere qualche sprazzo di ricordo, qualche programma. Ma è ancora poco e dura un solo attimo.
La testa è vuota ma non mi dispiace questo stato. Non so se dire: “purtroppo passerà” o “tra poco passerà”.
So solo che ora sto qui. Ma tu aspettami.
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400asa alle ore 13:42 |
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"Non si può fare a meno di nascere con la causa della morte.
Ciò che si può fare nella vita è poter raccontare."
Dopo una giornata passata a cercare di recuperare piccoli panni dispersi tra giocattoli e biberon usati, tra strilli e risate, pianti e riconciliazioni, mille volte chiamato e distratto da quello che faccio oltre le soglie del nervosismo, spesso difficilmente nascosto, di colpo, la sera, il buio che calma gli animi, la stanza e i lettini; e una vocina sottile, dolcissima: buonanotte tata, e in risposta una vocina solo di poco più grande: notte cucciola.
Ed io, con tutta la mia fatica spesso difficilmente celata e anche arrabbiata con sfoghi di voci alte e sguardi assassini, spesso difficilmente celati, mi trovo a godere come solo in questi casi si può, ed è impossibile spiegare come, ma accade in modo diverso da tutti gli altri godimenti d’anima; mi trovo completamente rilassato al sussurrare “papà non andare via” e dei loro respiri che lentamente portano al sonno, nel silenzio sempre più profondo. E seduto accartocciato su quella seggiolina, piccola anche per loro, gli occhi al buio mi s’inumidiscono di gioia. E rimango ancora a nutrirmi di quel momento, rimango anche oltre il loro sonno sopraggiunto perché non andrò via, cucciole mie, perché voglio proteggerle dagli orchi della notte che non esistono ma che escono fuori da sotto il letto appena papà se ne và. Così, senza poterlo spiegare a nessuno, rimango a lungo, lì, accartocciato su quella seggiolina, con loro che ormai dormono serene, con gli orchi che non usciranno neanche quando me ne sarò andato, a guardia del nulla, ma che per le mie cucciole è il pauroso buio della notte.
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400asa alle ore 10:53 |
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"E' ora di smetterla di piangere per Paolo, con le commemorazioni fatte spesso da chi ha contribuito a farlo morire."
"L'alternativa è cadere in mano a quelli che forse con gli assassin di Paolo hanno stretto un patto per prendere il potere. Ricordino tutti i politici, che guidare l'Italia non è gestire un tesoretto e dimenticare che i problemi sono nel nostro stesso paese."
Sono parole di Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso 15 anni fa, pubblicate su "Metro"del 25 luglio. Mi sembra importante non farle scivolare nel già detto perchè la memoria serva a migliarare la vita e non ad intasare giornali o blog.
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400asa alle ore 09:15 |
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Buona notte cucciolo
Buonanotte papà
E il silenzio avvolto nel buio esprime il mio proteggerti e il tuo rasserenarti e scioglie in me la consapevolezza d’esserti padre nel vicendevole arricchirci di noi
Un motore lontano d’una moto fa schizzare la mia testa lontano, già a domani, con le sue luci forti che tacitano l’animo e stanano la bestia che vive d’ansia e carte, vertenze e corse folli
Il rumore mi esplode dentro, improvviso, col caos che squassa le stanze del cuore e fa volare via i bei pensieri che diventano smog di parole vuote e pretenziose che non m’appartengono
Ma l’amore mi riprende
Nel tuo sogno afferri con la tua, la mia mano
E torno lì nel silenzio avvolto nel buio
un sospiro profondo
mi rilasso ancora
Ora posso dormire sereno
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400asa alle ore 08:11 |
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Dopo la morte, i fischi, la mancanza di rispetto.
Per me la morte, continua ad essere distacco che deve essere metabolizzato dall’anima. Per me, essa ancora non rappresenta la vittoria della forza, la vittoria della mia ragione sulla tua. E quando la morte non colpisce la mia casa, rappresenta un evento degno di rispetto, per chi non c’è più e per i familiari che lo rimpiangono. Il rispetto ha tante manifestazioni: una di queste è certamente il silenzio per condividere il dolore, per ricordare un gesto che non deve più essere ripetuto.
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400asa alle ore 12:27 |
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Ho trovato questa storia. Ve la voglio far leggere per non perdere la capacità di accettare gli altri, senza dimenticare noi stessi.
Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.
Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua.
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.
Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento.
Un giorno parlò alla donna lungo il cammino: "Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".
La vecchia sorrise: "Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi. Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la
tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa".
Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra
convivenza sia interessante e gratificante.
Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c'è di buono in lui.
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400asa alle ore 08:15 |
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Davanti a fatti come quello accaduto a Catania ogni parola di commento perde di significato. La cronaca se è oscura nella sequenza dei gesti, è chiarissima in ciò che ha espresso: puro delirio.
Nel corso del tempo ci sono sempre avvicendati episodi di follia singola o di gruppo; ma quelli erano gesti isolati, era l’eccezione. Oggi questa è diventata la regola. Prima, anche negli ambienti più duri, c’erano delle regole, infrante le quali si poteva incorrere in determinati atti di ritorsione. Oggi non esistono più regole. Con questo non voglio dire che il comportamento malavitoso è giustificato: non c’è dubbio che le regole imposte da corporazioni malavitose sono fuori legge. Voglio solo sottolineare che oggi non esistono neanche le regole malavitose. Basta fare chiasso nel condominio per rischiare di essere uccisi.
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400asa alle ore 13:32 |
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... quindi, è tutto perfettamente inutile se non si fa con allegria!
E se non hai capito, vai a scuola di strada, e studia la vita.
Fu così che cominciò: la osservai attentamente e la conobbi vivendola. E mi accorsi che nella vita tutto é bello. Enucleare, analizzare a fondo, parlare, uscire, organizzare, ridere e piangere. Anche partecipare é bello! Ma fuori dagli schemi, senza obblighi d'immagine da rispettare.
Lasciali al guardaroba, quelli, perché qui dentro, sui marciapiedi della vita, non possono mica entrare! Qui si morde la bistecca con forchetta e coltello e non si scherza quando si parla di vini D.O.C. Perché la vita non é mica uno scherzo. Essa uccide chi non ci scherza su! Ed io non credo che valga la pena morire per un brivido di vita. Quelli che muoiono per quel brivido sono i bocciati, sono quelli che non hanno capito che non serve fare sul serio per essere dentro! Quelli sono i coatti dell'essere ripetente e la loro morte é la loro stessa bocciatura deliberata della vita.
Ma la vita non boccia mai chi partecipa, chi rischia ciò che è per essere libero.
A volte mi sembra di passeggiare tra persone morte. Lo sento, dall'odore delle loro parole. Lo vedo dal buio dei loro occhi. E mi appaiono come cumuli di terra in un camposanto, con sopra conficcate croci basse. Ed in quei corpi, a volte, vedo il ricordo della bella gente che conoscevo, del profumo dei loro pensieri, spesso inebrianti come le fragranze d'oriente. Persone ormai scomparse! E il loro ricordo mi morde dentro come un cane rabbioso le viscere fino all'assurda sofferenza, a quel lacrimare lento che tracima tra le pieghe del volto, sulla mia vita. A volte mi sembra di poterle svegliare, quelle persone, ferme in piedi. Ma poi m’accorgo che la loro anima è volata in cielo, avendo essa trovato la via d'uscita prima della morte.
Urlo: “Chi è stato ad aprire la loro porta dell'eterno?”
Ma non riesco a svegliarli, quei corpi, e nel tentativo perdo il respiro. È allora che vedo qualcuno che lentamente s'incammina da quella parte.
Cosa c'é da quella parte … Perché tutti andate da quella parte?
C’è chi ringrazia con garbo prima di andare da quella parte.
A volte mi sembra che questi miei pensieri siano la mia anima che ha abbandonato il corpo chissà dove. E se questo è vero voglio sapere. profondamente lo voglio:
chi é stato ad aprire la porta della mia eternità!
E’ sicuramente da lì che mi sono perso. Perché allora nessuno riesce a sentire le mie urla? Si, deve essere proprio da lì che sono uscito. Ed ora vorrei ritrovarmi! Chi sa dove mi trovo ora? È possibile che questa energia che ora sono non può essere vista né udita?
Nessuno può vederla se non si ritrova il corpo.
Forse é per questo che lentamente mi sto perdendo negli altri corpi, che all'improvviso vanno da quella parte.
A volte penso che da quella parte ci sia Dio. A volte penso di essere Dio. Ma perché tutto questo?
Perché hanno liberato la mia anima in questo camposanto della realtà, in questa trama della tristezza, in questo ossario senza ossa, in questo vento senza alberi? Per essere un monumento all'assurdo in questa strana dimensione?
Ridatemi il mio corpo, per carità! Voglio tornare ad essere morto, morto come tutti gli altri!
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400asa alle ore 12:58 |
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dalla lettura di un blog, ho risentito la voce dei clochard
Così mi sono ricordato di quelle volte in cui mi hanno allontanato a parolacce, o che, invece, mi hanno ringraziato a modo loro e non per la moneta lasciata nella ciotola ma per quelle parole scambiate.
Quello che mi ha sempre colpito è la loro silenziosa presenza d'inciampo nel mio correre la vita. E' ciò che rappresentano che mi fa riflettere: il risveglio della coscienza dell'essere in alternativa al piattume del dimostrare.
E come fa Blue, anch'io vi invito a visitare il sito
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400asa alle ore 12:00 |
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Vengo da Londra che mi ha permesso di fotografare qualche monumento con quell’ottica magica che solo la pioggia sa dare. E Londra è una città che sa portare un vestito così impegnativo.
E mi sembra di aver visto l’ombra di Peter giocare con le lancette del Big Ben
È un diversivo magico che solo la pioggia sa rendere ad una foto
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400asa alle ore 13:04 |
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