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Dalla fissità del tempo
scesi noi
uniche perle
vere
nel falso trascorrere
vivremo
come ritornelli colorati di fresca gioia
con i nostri baci
a scardinare vite
di fermi giorni grigi
La doccia
E invidierò l'acqua
che scorre sulle tue brune spalle
sui bianchi seni
nel tuo morbido abbraccio
d'inesauribile amante
E invidierò l'acqua
che scende fresca sul tuo ventre di vita nuova
e gaudente disseta
le tue pieghe nascoste
mentre indugia sulle tue cosce color di rugiada
E' invidierò l'acqua
nell'ascolto della sua melodia
tintinnante gioiosa schiuma
morbido velo bianco sui tuoi piedi dispettosi
Invidierò l'acqua
il suo ultimo velo trasparente
le mille movenze sensuali
e poi l'attimo che lasci andare
Invidierò l'acqua
nell'attesa
Il canto dell'Uomo terra
Nell'infinito
l'Uomo terra
vive e sogna
salvifiche realtà
sogna e vive
folli realtà
Nebulosità assorte d'altri pensieri
si sciolgono come veleni
nella terra
La dovrò sposare ancora
e baciarla
fino a dissetare il cuore ...
In vite dissociate
in ventri colmi di cielo
in gesti lontani dalla memoria
nel sangue infetto
in discorsi putridi
vivo e fuggo
risorgo
e cado
ti guardo
e muoio
Geometrie
Vettori
rette e punti
sfrecciano veloci
in giochi di matematico amore
Davanti ai miei occhi
l'impossibile
L'opposto s'incontra
e fra uomo e donna
nasce il divino
Il re del vento
Basta essere re del vento
e riscoprirsi Uomo
per portare il giorno in dono
e amare la notte
Basta essere re del vento
per cogliere petali rossi
e farli volare lontano
Basta essere re del vento
per spalancare la porta
asciugare lacrime
e portare parole fresche
parole d'amore
Tu
Nel profumo del tuo corpo
camminai per giorni
senza più rumori
I tramonti fermi
di solitarie ore
s'addormentarono
su di un letto di porpora fine
E sui tuoi seni
posai infine
lo sguardo
A te per sempre
Gocce di cielo
dai tuoi occhi
tergono dolori lontani
La paura di uno sbaglio
si placa nell'archetipa forza
che il cuore scandisce
centellinando il dono
E nei colori dell'arcobaleno
trovo il mio cielo
la tua anima
Corpi di un'anima
Voce d'intimo
e lieve respiro d'un bimbo
il tuo sguardo d'ali di farfalla
Nel cuore
paura e morte
scoppiano nel silenzioso scivolio di lacrime notturne
Ho visto la tua anima
fuori dal corpo
nell'incredibile viceversa
dove la terra ferisce profondamente
Sei caduta così
nel vortice impazzito di mille giorni
coi tuoi sogni semplici
sfiammate di luce divina
nel buio
del profondo terrore
Unico mio rimpianto
essere l'eletto
essere informe troppo simile al tuo
E nel proteggerti t'ho persa
nel mio lento perdermi
indifesi contro nemici troppo forti
noi stessi