Auditorium
Lieve scorre la voce della vita
e solo nel silenzio
mi è possibile
a volte
ascoltarla
Passi
Passi scuri seguono la notte
rotta da frecce d'argento
Solida rassegnazione
vive della sua eco
questo tempo d'immobili ricordi
Poi la stanchezza esplode
e dal cuore straripa
scrosciando in strada
un fiume d'illusorie
speranze
Lenta segue
l'eco dei miei passi
Fortezze
Lentamente muoio
nello sgretolio lento
della mia più profonda terra
fra il trasudo del pianto
delle più alte cime
nella mia friabilità d'uomo
Lentamente muoio
tra occhi incapaci
di sopportare sguardi d'altre epoche
Lentamente muoio
in questo presente
così lontano dal mio passato
così senza futuro
A me stesso
Chissà se avrò mai
il coraggio di guardare oltre
quelle parole
che volano via
lasciando solo segni sul viso
Un tempo le vidi scaldare cuori
e accendere sorrisi
Le vedo ora
appannare vetri
freddi
e non sorrido più con loro
la sera
Alla speranza d'un ritorno
E quel fumo mi bacia dolcemente le labbra
Fu compagno di strade
mai pensate
eppur sognate
fra le risa isteriche
delle ore rubate al sonno
scivola sotto lenzuola fresche
Confuse le mie notti
donando alla mente
anelante affetto
orge
sobrie e sedute
si adagia sul mio corpo
in un letto ancora diverso
Tolse lentamente le note più belle
al mio spartito
consumando fra due dita tempi falsi
a volte felici
gli occhi osservano
aridi di pianto
il cuore che brucia
Tornerà ancora quel giorno
chiaro
colmo d'istanti
le mie speranze ...